Il blog di Marco Nicolosi

Una mia presentazione di "Lettere da Cnosso"

Prima o poi arriva per tutti il momento di fare i conti con sè stessi. Lasciare perdere le abitudini, le apparenze e andare in fondo a sè stessi per conoscersi è un compito che non possiamo evitare. E così, dopo aver analizzato Le due metà della luna (il titolo della mia prima raccolta, per chi non lo sapesse), mi sono addentrato nella sua parte più oscura, non quella peggiore, ma semplicemente la più nascosta, la meno nota, quella di cui spesso ignoriamo l’esistenza. C’è questo alla base di questa nuova raccolta. L’incontro con sè stessi e con quello che fino a quel momento si è costruito. E non poteva che essere il mito di Icaro lo sfondo costante di questo percorso. Il giovane ateniese che aveva accompagnato il padre a Creta, regno di Minosse, per costruire a Cnosso il palazzo-labirinto richiesto proprio dal re. Il labirinto, dunque, secondo la leggenda è una creazione (anche) di Icaro, una creazione con la quale Icaro e Dedalo sono costretti a convivere per decisione di Minosse (probabilmente il re temeva che i due ricordassero la struttura del labirinto o sapessero come uscirne e potessero dunque, una volta tornati a casa, svelarne il segreto). Dunque l’uomo vittima della sua creazione, una creazione che è anche rivelazione, epifania, poichè gli mostra l’incompletezza della conoscenza che ha di sè stesso. Non può che esserci malinconia in un incontro così inaspettato e violento. Non può che esserci anche solitudine. Ma non è tutto. Non ci sono solo dolore, malinconia, solitudine, c’è sempre un bagliore nelle poesie che compongono questa raccolta, e una scoperta positiva nel viaggio all’interno della propria debolezza. La conclusione ve ne darà la prova, annunciandovi quella che sarà poi la nuova tappa del percorso di Icaro.