Beatrice e la giostra magica

Beatrice e la giostra magica

E poi la vide: una ragazza con i capelli lunghi, che strusciavano per terra dietro di lei. Sopra i capelli aveva una rosa rossa, i suoi vestiti erano intessuti con fili dorati, intorno al collo aveva una catenina con un ciondolino che raffigurava una piccola giostra. Sotto la sua lunga gonna dai mille fiori colorati si intravedevano i piedi nudi, sembrava che non toccassero terra. Aveva una voce così dolce, mai prima ne aveva sentite di simili, e cantava in una lingua a lei sconosciuta. Beatrice si girò verso la vecchia e le chiese: “Chi è quella ragazza? Cosa sta cantando?” “È la nostra fata protettrice – rispose la vecchia – cantando ci racconta la nostra storia, ci dice che non dobbiamo mai dimenticare da dove siamo venuti e ci indica dove dobbiamo andare. Ci ricorda che per ogni pezzo di pane, ogni goccia d'acqua, per ogni respiro di aria fresca e per la libertà di viaggiare, dobbiamo ringraziare Devla, il nostro signore Dio”.