Un fiore con le palle - parte prima

Il nome orchidea deriva dal greco "orchis" che, letteralmente, significa "testicolo". Alcune piante hanno, infatti, radici formate da due tuberi tondeggianti vagamente allusivi. Ma noi ci passiamo sopra. Vediamo piuttosto l'origine di questa pianta tanto curiosa quanto seducente.

Orchis è un figliolo decisamente fortunato. Eredita dalla madre, bellissima ninfa, il fascino irresistibile. Dal padre, satiro decisamente sporcaccione, riceve invece in dono l'ardente desiderio sessuale.

Dove andrà a divertirsi il sabato sera questo benedetto adolescente?

A casa di Dionisio, Bacco per gli amici, insieme a satiri indiavolati, baccanti sfacciate e licenziose, a stordirsi in danze infernali con la benedizione di fiumi di vino.

Succede però che, non contento di colossali bevute e orge sfrenate, una sera (maledetta o benedetta fate voi) si innamora di una sacerdotessa del padrone di casa. Decide quindi, senza alcuna esitazione, di sedurla. Bacco però, non proprio uno stinco di santo, si incazza un pochino.

Anzi, si incazza di brutto!

Chiama a raccolta le sue fameliche belve e ordina loro di sbranare l'amico troppo ardimentoso. Addio Orchis, è stato bello, baci, abbracci ma può bastare così.

Gli dei, impietositi da questa tragica fine del bel fanciullo, decidono allora di ricordarlo in eterno. Non trovando una rotonda libera dove erigere una statua in suo onore, scelgono di trasformare ciò che resta del suo corpo in un bellissimo fiore. Così è nata l'orchidea. Chiunque sostenga il contrario è un maledetto impostore.

 

Evviva!

Mirco