Recensione di "Antologia della malata felice" su Amazon

 
"Partire o restare" una scelta di carattere
di Andrea Lorenzini
 
Così, senza preavviso, ti colpisce e ti mette con le spalle al muro. É dura, é fatica, é sofferenza, é paura di morire. É un cancro la malattia che attacca Mirna, una donna normale come tante, con una figlia Mia che si prenderà cura di lei e un ex marito Pete, un uomo fuggito dalle sue responsabilità di coniuge e padre. É una storia struggente quella raccontata da Angelo Bonanno, che descrive ogni singolo aspetto della malattia con attenzione e realismo: la sincerità con cui il malore si presenta e ti rende inerme e "ti lascia morire come una sigaretta muore in un posacenere". Ti consuma fisicamente e mentalmente e si trasferisce sulle persone più care che hai attorno, quelle che ogni giorno ti stanno vicino e ti accudiscono, quelle che ti danno la forza ma se ti amano soffrono quanto te. Come i parenti che ti vengono a trovare in ospedale? Non proprio! Ma perché vengono? Certo alcuni sono sinceri, altri sono buffi, altri vogliono dare l'ultimo saluto, ma altri ancora, abbastanza, sono presenti solo per circostanza, non si sono mai visti e sembra che vogliano solo alleggerirsi la coscienza. Nella malattia meglio vedere e sentire solo persone care. È una storia che sviscera la quotidianità di una famiglia dilaniata da un male inaspettato, un destino a cui non si può essere preparati ma a volte succede. Ogni termine usato dall'autrice rimanda con forza e decisione al dolore e alla malattia, che ti cambia come essere vivente, non si é più in grado di mangiare, di sentire gli odori, di leggere, di vivere, tutto diventa insipido, anche i colori sembrano tutti uguali. Poi ci sono i medicinali (anche 130 pillole in 12 ore), quelli si che ti distraggono! Hanno l'abilità di distorcere la realtà come il delirio causato dalla morfina capace di farti immergere in ricordi lontani, vaghi, sbiaditi ma il dolore finalmente si attenua. Il dolore e la sofferenza sono gli aspetti più orridi della malattia, oltre alla metamorfosi del corpo causata dalla chemio terapia, ed é li che Mirna (e chiunque si trovi nella sua condizione) farà i conti con se stessa, esame di coscienza e forza, carattere per decidere se andare avanti, se lottare, "se partire o restare". Una volta che si é deciso di restare c'é solo una cosa da fare, rispondere a tutti gli aspetti negativi con la parola vita, concentrarsi sulla vita e aggrapparsi con tutte le forze alla speranza perché a volte i miracoli accadono. C'è chi ce l'ha fatta, chi ne é scampato, chi sta bene e vive. Si parla anche di religione. Certo ne la nostra protagonista ne tantomeno la figlia sono credenti, ma é solito vedere per i corridoi ospedalieri persone recarsi in cappella per pregare e chiedere una grazia per i propri cari. Forse ridicoli, ma certamente lasciano pensare perché loro hanno una forza in più, la fede in qualcosa di straordinario. Il romanzo della Bonanno é colmo di poesie, probabilmente scritte dall'autrice stessa data la sua vena poetica, che sono ancora allegoria della malattia, del dolore ma anche della speranza e del ricordo, da considerarsi in questi casi un puro momento di sollievo. Ma tutto il romanzo é poesia, poesia nella poesia. Le caratteristiche dominanti del romanzo sono la densità e l'intensità di ogni singola parola, bruta, onesta e reale. La storia tratta anche le vicende di una famiglia normale, dei rapporti tra un padre e una figlia, le sue ansie, le sue paure e la sua voglia di evasione; analizza la delusione di una moglie e la sindrome di abbandono in un momento difficile della vita, amori finiti ma anche rapporti ritrovati e rinnovati. Di sicuro nessuno vorrebbe trovarsi nella situazione di Mirna, ma la malattia è parte di questo mondo, l'unica speranza é avere la forza di accettarla per avere la forza di combatterla.